Un forziere che custodisce gioielli unici al mondo. È l’Italia. Non solo grazie alla sua storia, alla sua arte, alla sua cultura. Ma anche, e soprattutto, grazie alle sue bellezze naturalistiche e paesaggistiche che tutti ci invidiano. Nel nostro Paese sono presenti biodiversità che non si trovano in alcun altro luogo del pianeta. Per questo l’Unesco ha deciso di aggiungere due Riserve della biosfera alle 15 già esistenti in Italia.

Parliamo della Valle Camonica – Alto Sebino, in Lombardia, e del monte Peglia, in Umbria. L’importante riconoscimento è arrivato in occasione della 30esima edizione del Consiglio internazionale di coordinamento del MAB, programma dell’Unesco dedicato all’Uomo e alla Biosfera (Man And Biosphere). L’evento si è tenuto in Indonesia dal 23 al 28 luglio 2018. Scopo del programma dell’Unesco è quello di “promuovere su base scientifica un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello sviluppo sostenibile”. Tradotto in pratica, tutto questo significa che le riserve rappresentano un “angolo di paradiso” dal punto di vista della salvaguardia ambientale: questi luoghi, infatti, non possono essere sfruttati indiscriminatamente. I cambiamenti climatici, inoltre, nelle riserve Unesco vengono tenuti particolarmente sotto controllo, in modo da contrastarne il più possibile gli effetti, lavorando così per la protezione del benessere di tutte le specie.

Monte Concarena - Valle Camonica (Foto Luca Giarelli)

In merito alle Riserve della biosfera, il programma MAB sottolinea come queste “comprendono ecosistemi terrestri, marini/costieri o una combinazione degli stessi. Le Riserve promuovono attività di cooperazione scientifica, ricerca interdisciplinare e sostenibilità ambientale nel pieno coinvolgimento delle comunità locali, pertanto rappresentano esempi di best practice nell’ottica dello sviluppo sostenibile e della interazione tra sistema sociale e sistema ecologico”.

Grazie alla recente iniziativa promossa dall’Unesco in Indonesia, le Riserve della biosfera in Italia diventano così 17. Si arricchisce in tal mondo il network mondiale, che ne conta 671. Inserendo la Valle Camonica – Alto Sebino si va così a proteggere 45 comuni lombardi per un’estensione totale di oltre 130mila ettari. I paesaggi custoditi in questa Riserva sono tipicamente alpini, ricchi di fiumi, laghi, torrenti, foreste e ghiacciai, come l’Adamello. La nuova Riserva del monte Peglia, invece, oltre allo stesso monte che è un vulcano attivo, comprende 4 città della provincia di Terni, in Umbria, e ha una superficie di oltre 40mila ettari. All’interno di questa riserva è contenuta un’eccezionale varietà di flora e di fauna.

via GIPHY

Tra le buone notizie vi è poi l’estensione della Riserva del Ticino-Val Grande Verbano: la nuova superficie si estende per 300mila ettari di territorio, comprendendo 217 comuni tra Lombardia e Piemonte, oltre al Lago Maggiore e a quello di Varese.

Grande l’entusiasmo non soltanto della comunità scientifica, ma anche dei vertici istituzionali. La creazione delle due nuove Riserve della biosfera rappresenta “un riconoscimento importante per il nostro paese”. A dirlo è proprio il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che sottolinea: “Le aree protette rappresentano il capitale naturale su cui investire, sia in termini sociali, sia in termini di ricerca, sia, per quanto possibile, in termini economici legati alla sostenibilità. Il riconoscimento Unesco è un’ulteriore garanzia per la loro conservazione e valorizzazione”. Con l’occasione, il Ministro ha ricordato che il 23 luglio è stato presentato all’Onu il progetto caschi verdi. Dopo lo scioglimento del Corpo forestale dello Stato, questa iniziativa rappresenta un punto di arrivo decisamente importante. Parliamo infatti di un team di professionisti che si dedicherà esclusivamente alla tutela ambientale, salvaguardando 10 geoparchi e 5 siti naturali facenti parte del patrimonio mondiale: le isole Eolie, le Dolomiti, il monte San Giorgio, l’Etna e le faggete vetuste.

Anna Maria

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inserisci il commento