Il problema dell’inquinamento è reale e secondo gli ultimi dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente in Italia ogni anno provoca quasi 80000 vittime. 17000 solo per diossido di azoto, un triste primato

Amo correre anche in città, ma quello dell’inquinamento è un problema davvero preoccupante

tra i Paesi dell’Unione Europea. A livello europeo l’inquinamento miete ogni anno 467000 morti premature, 20 volte di più delle vittime per incidenti stradali. Secondo il rapporto Mal’Aria di Legambiente le città più inquinate in Italia nel 2017 sono state Torino con 112 sforamenti della soglia limite dei 50 microgrammi per metro cubo, Cremona con 105 e Alessandria con 103. Le altre sono Padova con 102, Pavia con 101 giorni, Asti con 98 giorni, Milano con 97, Venezia con 94, Lodi e Vicenza con 90 superamenti.

Quando la centralina dell’aria segna valori oltre i livelli di guardia, è giusto correre oppure no? Durante l’attività fisica il ritmo della respirazione aumenta; un runner mentre corre ventila anche 25 volte la quantità di aria che ventila a riposo. Si passa da 6 litri al minuto a oltre 150 litri. Durante l’inverno l’inquinamento si unisce al freddo e alla presenza di virus e batteri che possono mettere a rischio la nostra salute, specialmente quella dei soggetti più deboli come chi soffre di asma o di patologie cardiovascolari. Studi epidemiologici svolti in numerose regioni d’Italia mettono in relazione l’aumento delle morti con l’inquinamento, in particolar modo nei pazienti cardiopatici e in quelli sofferenti di patologie dell’apparato respiratorio.

 

Uno studio dell’Università di Cambridge utilizzando delle simulazioni al computer, ha confrontato diverse attività fisiche svolte con differenti gradi di inquinamento in città, concludendo che i vantaggi della pratica sportiva sono superiori ai possibili danni dovuti all’inquinamento. I danni superano i benefici solo dopo 6 ore di camminata o 7 ore di ciclismo al giorno. Anche nelle città più inquinate del mondo bisognerebbe fare oltre 5 ore di attività fisica all’aria aperta per avere problemi di salute. Molti pneumologi però non sono d’accordo con questa conclusione. Quello che le persone atletiche possono fare per tutelarsi è scegliere di correre nei parchi, nelle aree cittadine evitando gli orari di punta del traffico, stare il più lontano possibile dalle strade con molti semafori, evitare le ore più fredde del giorno, utilizzare guanti e berretto per evitare un’esagerata dispersione del calore e non trascurare i primi sintomi di infezione alle vie aeree. C’è chi utilizza le mascherine da chirurgo ma non bisogna dimenticare che non possono impedirci di inalare particelle di pochi micron.

 

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