Lo sport all’aria aperta: un vero toccasana per il nostro fisico e la nostra psiche. Le attività outdoor risultano sempre più apprezzate nella società contemporanea. Nel fare sport all’aperto, naturalmente, un aspetto determinante è il meteo. Prendiamo in considerazione, in particolare, la corsa durante una giornata particolarmente ventosa. Il primo aspetto da tenere in considerazione è l’abbigliamento, che deve essere adeguato alla situazione. Vi sono particolari capi anti-vento che, al giorno d’oggi, consentono una protezione pressoché totale dalle fastidiose raffiche. Decisamente consigliato poi coprire il capo con un cappello, o berretto, adeguato. Indossare un paio di occhiali, per chi già non ha quelli da vista, può rappresentare un grande aiuto. Il vento modifica il tipo di sforzo che noi compiamo nel correre. Avanzare controvento è ovviamente molto più faticoso che andare avanti nella direzione del vento: se lo sforzo diventa eccessivo, una valida soluzione può essere quella di modificare la direzione di marcia. Se siamo in gara, e non possiamo quindi modificare la direzione della corsa, possiamo optare per correre dietro agli altri corridori, in modo da avere un riparo dal vento.

Se ci stiamo semplicemente allenando, nei giorni più freddi è particolarmente importante iniziare a correre procedendo contro vento, per evitare di ritrovarsi fradici di sudore quando s’inverte il senso di marcia, e quindi imbatterci in un pericoloso, repentino raffreddamento; scontrarci con le raffiche di vento durante il ritorno, infatti, può determinare un rapido calo della temperatura corporea e causare una discreta ipotermia. Tra gli svantaggi di fare running in una giornata ventosa ci sono poi le frequenti screpolature della pelle: ecco, dunque, che una buona crema per proteggere non soltanto la pelle, ma anche le labbra. Dal punto di vista energetico, correre in una giornata ventosa è ovviamente più “dispendioso” rispetto al correre in una bella giornata di sole. In particolare, un vento che soffia a 60 km/h incrementa i consumi di circa il 40%, mentre una leggera brezza (15 km/h) incrementa i consumi di solo il 5%. Anche in questo caso non c’è linearità né con la velocità del vento né con il peso del runner. Così come vale per la corsa fatta in salita e poi discesa, o viceversa, la presenza di un vento favorevole non rappresenta un fattore riequilibrante per la situazione. In pratica, nel correre i 10mila metri in pista durante una giornata particolarmente ventosa, andremo sicuramente più piano rispetto al correrli in assenza di vento- e, tutto questo, a prescindere dal fatto che si corrano frazioni uguali contro o a favore di vento. Ma questo non deve scoraggiarci. Correre col vento dà una bella sensazione di “potenza” ed energia. Quinti pronte e via, non scoraggiamoci e, anzi, prepariamoci per una tra le più belle corse che abbiamo mai fatto.

 

Anna Maria

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