Esiste una forma di malessere fisico e psichico tipico delle stagioni in cui il sole purtroppo non ci fa godere della sua luce e del suo calore. La psicologa Debora Manoni ci spiega di che cosa si tratta.

La sintomatologia ha inizio durante la stagione autunnale, raggiunge il culmine dell’intensità durante la fredda stagione invernale per risolversi all’inizio della stagione primaverile. Parliamo del Disturbo affettivo stagionale. L’età di esordio è stimata dai 18 e i 30 anni e il genere femminile è di gran lunga più sensibile a questa tipologia di disturbo. Quali sono i sintomi? Tra i tanti troviamo: tristezza, pianti improvvisi, mancanza di energie e alimentazione poco curata che provoca spesso aumento di peso.

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Alla base del disturbo ci sarebbe anche una difficoltà nella regolazione di un neurotrasmettitore, la serotonina, ritenuto responsabile della stabilizzazione dell’umore, che associata ad un aumento della produzione della melatonina. In questi soggetti il segnale cartesiano è temporizzato diversamente e ciò provoca una problematica nell’adattamento corporeo. La luce del sole, inoltre, è fondamentale per far rifornimento di Vitamina D e secondo alcuni studi (Anglin, Samaan, Walter & McDonald, 2013) una ridotta esposizione alla luce durante la stagione invernale provocherebbe una minor produzione di questa Vitamina proprio nei soggetti con disturbo affettivo stagionale.

Esiste anche una forma depressiva stagionale estiva associata a perdita di peso, insonnia e ansia che quindi si risolve all’inizio della stagione invernale. Insomma, ognuno ha un periodo dell’anno in cui può subire di più i cambi di temperatura e di esposizione alla luce.

Contenuto a cura della Psicologa Debora Manoni

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