Parliamo di tormentoni musicali. La maggior parte di noi sarebbe in grado di canticchiare la stessa canzone in un qualsiasi momento della giornata e senza che il cervello faccia alcuno sforzo. In questo caso stiamo parlando dei tanto temuti ma anche amati “earworms”, ossia, canzoni o melodie orecchiabili e accattivanti, i tormentoni musicali che si presentano in modo ripetitivo nella mente senza un controllo cosciente. Parliamo dei “vermi dell’orecchio”, un’esperienza che accomuna oltre il 90% di noi. Questo fenomeno incuriosisce da ormai 10 anni i ricercatori, che cercano anche di capire come può variare in base ai diversi tratti della personalità e come potersene sbarazzare.

Ma perché in quel momento particolare della giornata ci viene in mente proprio quella canzone? Probabilmente perché recentemente e/o in modo ripetuto, abbiamo ascoltato quella canzone, oppure a causa di associazioni di memoria, come una parola o un’immagine, che fanno riaffiorare in mente il testo di una canzone. Anche lo stato d’animo, il nostro umore, può influire: i ricercatori riferiscono, ad esempio, che si può aver in testa lo stesso tarlo quando si prova stress. Anche la familiarità di una canzone è un fattore chiave: canzoni che non si conoscono bene difficilmente torneranno prepotentemente in testa, questo, infatti, può accedere solo quando il cervello è in grado di riprodurla spontaneamente senza uno sforzo intenzionale.

Facciamo un esempio, nel 2009 Lady Gaga racconta in una sua canzone di vivere una brutta storia d’amore e quasi tutte le persone del mondo poco dopo erano in grado di cantarla con lei. Ed anche ora, dopo nove anni, probabilmente i suoi problemi d’amore sono di nuovo nella mente di voi lettori solo perché avete letto qualcosa a riguardo.
“Rah-rah ah-ah-ah”. Per chi avesse bisogno di un piccolo aiuto…

via GIPHY

La rivista Psychology of Aesthetic ha pubblicato un nuovo studio per spiegarci i meccanismi di questo fenomeno. “Perché sono più orecchiabili”, così rispondevano molte persone ma a riguardo non ci sono prove scientifiche, almeno così afferma Kelly Jakubowski, psicologa musicale a Durham presso l’Università nel Regno Unito. Il suo team ha identificato tre ragioni principali per cui si verifica il fenomeno “earworms”. Si tratterebbe di una questione di ritmo, di forma della melodia e di alcuni intervalli: ecco cosa rende una canzone il classico “tormentone” che ci martella le orecchie.

Andiamo nel dettaglio. Generalmente si tratta di un ritmo che spinge le persone a muoversi, così spiega Jakubowski: “sono spesso canzoni che le persone scelgono per mantenere il passo durante una corsa”. La struttura deve essere semplice ma con un ritmo che si alza e si abbassa, come le canzoncine che i bambini imparano a memoria. “Il semplice contorno melodico può aiutare il cervello a ricordare queste canzoni”, così afferma Jakubowski, precisando che non devono essere “ne troppo semplici ne troppo complesse”.

Per quanto riguarda gli intervalli devono essere insoliti e unici, capaci di sorprendere, conservando sempre la semplicità della melodia. Il neuroscienziato e musicista Daniel Levitin, afferma, che gli uomini si siano evoluti adattandosi alla musica così che essa possa aiutarli a richiamare in memoria sia avvenimenti sia emozioni con un metodo di facile memorizzazione.
Ora preparate il vostro cervello a una “invasione dei vermi”.

Vi mostro l’elenco delle prime nove canzoni che più tormentavano la mente a 3000 persone in uno studio svolto nel Regno Unito tra il 2010 e il 2013. I ricercatori quasi “lamentano” il dominio di Lady Gaga!
1. “Bad Romance,” Lady Gaga
2. “Can’t Get You Out Of My Head,” Kylie Minogue
3. “Don’t Stop Believin’,” Journey
4. “Somebody That I Used To Know,” Gotye
5. “Moves Like Jagger,” Maroon 5
6. “California Gurls,” Katy Perry
7. “Bohemian Rhapsody,” Queen
8. “Alejandro,” Lady Gaga
9. “Poker Face” Lady Gaga
Questa classifica non è poi così aggiornata…sta a voi ora a scegliere i vostri “earworms” o tormentoni dell’estate 2018.

 

Contenuto a cura della Psicologa Debora Manoni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inserisci il commento