La psicologa Debora Manoni ci spiega l’importanza che ha la natura per la nostra felicità. Il contatto con la natura genera benessere personale maggior predisposizione a entrare in contatto con se stessi e con gli altri. Lo sanno bene i giapponesi che per promuovere la loro salute mentale praticano o Shinrinyoku, ovvero il “bagno nella foresta” o “trarre giovamento dall’atmosfera della foresta”.

Questa pratica aiuta a ridurre lo stress e il grado di depressione sperimentando un maggior senso di vitalità. Ma non serve andare in Giappone per sentirsi meglio, basta aver la consapevolezza che stare chiusi in casa per lungo tempo può renderci tristi, malinconici e spenti. Malgrado ciò, secondo alcuni studi (Pergams & Zaradic, 2007) le persone trascorrono circa il 25% di tempo in meno nella natura rispetto a 20 anni fa: invece di divertirsi all’aperto stando a contatto con la natura, oggi si preferiscono passatempi che prevedono ore davanti al PC, guardare la TV o giocare ai video games.

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Allora come comportarci? Numerosi studi scientifici (Ryanet al., 2010) hanno dimostrato che per sentirsi più vivi e attivi basta il solo contatto con la natura, magari praticando anche un po’ di attività fisica. La natura è il combustibile dell’anima, ricarica le batterie e non solo; questa sensazione di energia ha effetti benefici a cascata, come essere più in salute ammalandosi meno.

E per chi vive in città? Ci sono speranze? Secondo Ian Alcock, autore di uno studio, anche il semplice traslocare in un’area urbana più verde può contribuire ad un incremento della salute mentale. Magari chi progetta le aree urbane potrebbe rifletterci ed inserire nuovi spazi verdi con l’obiettivo di migliorare la salute di ciascun cittadino e quindi influire positivamente sul benessere della comunità. Non dimentichiamoci i paesaggi marini, scenari naturali quieti, ricchi di pace e di tranquillità perché, secondo le ricerche dell’Università di Sheffield (Hunter et al., 2010), permettono a differenti aree del cervello di lavorare in sincronia, vantaggi che strade e palazzi di una città non ci garantiscono.

Contenuto a cura della Psicologa Debora Manoni

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