Cosa c’entrano le temperature con la violenza? Beh, sembra proprio che alcune nostre reazioni e comportamenti dipendano dal clima in cui viviamo. Ci spiega di più la psicologa Debora Manoni. Nel mondo della ricerca un team di psicologi e professori della comunicazione della Ohio State University è da tempo impegnato per cercare di spiegare se esiste una relazione tra clima e violenza. Nasce quindi il modello CLASH (Climate Aggression, and Self­‐control in Humans) che ipotizza come le scarse variazioni climatiche porterebbero le popolazioni, che vivono in territori caldi come in prossimità dell’equatore, ad assumere comportamenti aggressivi causati da un ridotto autocontrollo.

Il clima influisce su come le persone vivono la loro quotidianità, da forma alla cultura più di quanto siamo abituati a pensare”, ha dichiarato Brad Bushman, co-­autore dello studio. “Crediamo che il nostro modello possa aiutare a spiegare l’impatto del clima sui tassi di violenza nelle diverse parti del mondo”, aggiunge Paul van Lange, autore principale dello studio.

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Il modello CLASH afferma che una forte variabilità nelle temperature stagionali influisce nello strutturarsi della cultura del luogo caratterizzato da clima molto variabile da stagione a stagione. Gli abitanti necessiterebbero quindi di una forma di pianificazione e di controllo maggiore e ciò influirebbe sullo sviluppo delle personalità e abitudini individuali. A differenza di luoghi con meno variazione climatica, queste popolazioni maturerebbero un’inferiore capacità di soppressione degli impulsi e manifestazioni violente. Altri studi dovranno accertare la veridicità di questo modello ma siamo già in possesso di numerose prove che stia andando nella direzione giusta.

 

Contenuto a cura della Psicologa Debora Manoni

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