Con l’arrivo dell’estate quando pensiamo all’acqua probabilmente la nostra mente ci conduce verso mete di vacanza caratterizzate da sabbia bianca e mare cristallino. In questo caso invece si parla di terapia in acqua praticata in molte piscine d’Italia. La psicologa Debora Manoni ci ha spiegato che un elemento come l’acqua può aiutare i bambini sotto molti aspetti.

Intervenendo su diversi sistemi funzionali del bambino come quello relazionale, emotivo, comportamentale e cognitivo, la TMA, ossia la Terapia Multisistemica in Acqua, attiva la paura di sopravvivenza e così anche il bisogno innato del bambino di aggrapparsi al terapeuta. Attraverso la TMA, infatti, il bambino sperimenta un attaccamento sicuro con il terapeuta, creando una relazione con una persona di riferimento, sensibile e degna di fiducia, così da essere successivamente condizionato in tutte le relazioni della sua quotidianità.

 

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Per questi bambini sarà più facile esplorare il mondo con maggiori capacità e sviluppare conoscenze e strategie necessarie soprattutto in situazioni difficili da gestire e/o pericolose. Inoltre, in acqua vengono attivate e incrementate capacità di coordinazione grazie anche alla temperatura e a giochi motori­‐relazionali che riescono a creare sollecitazioni uniche! La Terapia Multisistemica in Acqua è nata come terapia per il disturbo autistico ma può essere adatta anche per bambini con fobie, con disturbo della condotta, oppositivo-­‐provocatorio, iperansioso ed altri ancora.

Per quanto riguarda la riuscita della terapia, l’ideale sarebbe iniziare il prima possibile così da permettere al bambino di conoscere questo nuovo modo di relazionarsi con gli altri, dedicandosi ad attività specifiche per il suo Specifico disagio.

 

Contenuto a cura della Psicologa Debora Manoni

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