Chi, almeno una volta nella vita, non si è definita “meteoropatica”? Meteo e clima, è innegabile, influenzano l’umore. Come ogni medaglia, anche questa ha però due lati. Se pioggia, freddo e buio ci deprimono, luce e clima mite decisamente ci rendono energiche e positive. Il sole, dunque, diventa uno tra i migliori alleati del buon umore e della vitalità. Il nostro corpo, infatti, in risposta all’esposizione solare sulla pelle nuda produce vitamina D. Una vitamina, questa, che non soltanto è determinante per la salute delle nostre ossa (il suo ruolo risulta insostituibile nel generare un efficiente metabolismo osseo fin dalla nascita e nel prevenire osteoporosi e fratture da fragilità in età avanzata), ma è responsabile di tanti altri effetti favorevoli per l’organismo. La vitamina D, infatti, è in realtà un composto estremamente versatile che si situa all’origine di innumerevoli funzioni fisiologiche fondamentali, a lungo insospettate. Mantenere adeguati livelli plasmatici di vitamina D, per esempio, è necessario non soltanto per assorbire il calcio e il fosfato e fissarli in ossa e denti, ma anche per ridurre il rischio di sviluppare patologie a carico di vari organi e apparati e fenomeni degenerativi legati all’invecchiamento, nonché per garantire il benessere generale dell’organismo a ogni età. Oltre alla produzione di vitamina D, vi sono poi molti altri benefici legati all’esposizione solare che inducono gli studiosi ad affermare come gli esseri umani, in ultima analisi, abbiamo molti punti in comune con le piante: entrambi questi due “mondi” hanno bisogno del pieno spettro di luce offerto dal sole. Molto interessante, a tal proposito, una recente ricerca della Georgetown University Medical Center (GUMC): lo studio mostra come l’esposizione alla luce blu e ultravioletta (UV) aumenta l’attività dei linfociti T. Si tratta dei globuli bianchi del sangue impegnati, dal punto di vista immunitario, nella lotta contro le infezioni. Vi sono poi molte altre dimostrazioni in medicina di come la luce solare abbia proprietà immunostimolanti. Nature, per esempio, ha pubblicato uno studio che dimostra come la luce stimoli la produzione endogena di perossido di idrogeno, sostanza che potenzia l’attività dei linfociti T. E non servono ore e ore di esposizione al sole. Anzi. Per aumentare l’attività delle cellule immunitarie sono stati sufficienti 5-10 minuti di esposizione.

 

Una volta compresi i “meccanismi biologici” che legano il nostro corpo all’esposizione solare, vediamo quali sono le conseguenze dirette di tale esposizione. Innanzitutto, ricevere un’adeguata quantità di luce consente al nostro fisico di riposare al meglio, facendoci sentire al risveglio quanto mai attive. La luce, infatti, colpisce determinate regioni cerebrali come l’ipotalamo, che regola la produzione di serotonina e cortisolo, e l’epifisi, una ghiandola endocrina in grado di influire sul ritmo circadiano (ovvero il ciclo sonno-veglia) attraverso la produzione di melatonina. Grazie alla luce solare, il sistema neuroendocrino segue la ciclicità che ci fa sentire bene e che regola, in modo costante, tempi e meccanismi fisiologici in relazione a umore, appetito e sonno. Aumenta inoltre il desiderio sessuale. Lo hanno dimostrato i ricercatori austriaci dell’Università di Graz: una concentrazione di 30 nanogrammi per millimetro di vitamina D nel sangue renderebbe la concentrazione di testosterone notevolmente superiore alla media. L’aumento del testosterone, che coincide con il periodo primaverile, influisce sulla libido, incrementando la capacità riproduttiva. Dagli studi emerge che i benefici sono anche al femminile: grazie alla luce solare e all’aumento delle temperature si attivano gli ormoni responsabili del desiderio. I livelli aumentati di vitamina D, inoltre, come abbiamo visto, rappresentano un toccasana per le ossa, ma anche per la pelle: la situazione del nostro derma migliora infatti notevolmente in seguito all’esposizione solare. Migliora inoltre la situazione di alcune patologie, tra cui reumatismi e psoriasi. Le difese immunitarie si innalzano, si riduce il rischio di mortalità (l’incidenza del cancro, addirittura, diminuirebbe del 67%). Ci sentiamo quindi più forti, e combattiamo meglio le infezioni.

Non dobbiamo sottovalutare, quindi, un aspetto che forse nemmeno abbiamo mai preso in considerazione. Il colore giallo con cui il sole si presenta ai nostri occhi è un vero e proprio generatore di energia e positività. Non a caso, il color zafferano e l’arancione delle vesti dei monaci buddhisti da secoli sono considerati simboli di energia e saggezza. Secondo le basi fondamentali della cromoterapia, giallo e arancione combattono tristezza, depressione e apatia. Le sfumature del giallo risvegliano inoltre la forza vitale. In Oriente questo colore è associato al terzo chakra, manipura, legato ad autostima e realizzazione di sé. Altri studi dimostrano poi come la luce determini una dilatazione dei vasi sanguigni: i raggi del sole penetrano più facilmente nei tessuti, che vengono irrorati di sangue. La pressione si abbassa e il rilascio di ossido nitrico contribuisce a proteggere il sistema cardiovascolare, riducendo il rischio di infarti e ictus. Tutti effetti positivi che già conoscevano i nostri avi: basti pensare che, a inizio Novecento, i bagni di sole costituivano un trattamento molto efficace contro la tubercolosi: oggi sappiamo che, a differenza degli integratori, la luce solare influisce positivamente sulla pressione sanguigna e può combattere le infezioni migliorando il sistema immunitario grazie a proprietà antinfiammatorie e germicide. Per secoli, d’altra parte, il sole è stato determinante per la sopravvivenza, la guarigione, l’energia, il ciclo naturale della giornata. Quando la luce colpisce l’asse intestino-cervello, i livelli di serotonina aumentano nel cervello e si riducono a livello dell’intestino: si abbassano le infiammazioni intestinali, migliora l’umore. L’energia si diffonde in tutto il nostro corpo: improvvisamente gioia, vitalità, positività e determinazione ci avvolgono, e noi ci rendiamo conto di stare veramente bene.

 

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