Il mal di testa, un disturbo che affligge gran parte della popolazione. Basti pensare che, nel corso di un anno, ben 9 persone su 10 accusano almeno un episodio di cefalea. Tra gli italiani, sono 4 milioni gli individui che dichiarano di soffrire di mal di testa di tipo forte. In pole position le donne, nelle quali la comparsa del fenomeno della cefalea è addirittura triplice rispetto a quanto accade per gli uomini.

Il dato più curioso, però, riguarda senz’altro la distribuzione geografica. La regione italiana con il maggior numero di cefalee è la Sardegna. E il motivo è presto detto: si tratta della regione più ventosa del Paese. Che il vento avesse un’influenza diretta sul nostro equilibrio psico-fisico, d’altra parte, era già noto da tempo. Chi non ha mai sentito nominare la “sindrome da Scirocco”? Questo vento caldo, proveniente dalle distese sabbiose del Nord-Africa con direttrice da sud-est, è quanto di più temuto dai meteoropatici. Spostando grandi masse di aria calda cariche di ioni positivi, lo Scirocco determina nelle persone più sensibili cefalea, oltre a spossatezza, irritabilità e insonnia. In particolare, sembra esserci una reazione eccessiva da parte del sistema nervoso centrale di queste persone alle mutate condizioni ambientali.

 

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Il vento e il caldo rappresentano un mix assolutamente dannoso per la nostra salute. Gli episodi di Foehn sono un’ulteriore dimostrazione di questo. Questo vento caldo, che soffia generalmente con forte intensità, agli abitanti delle nostre regioni nord-occidentali che ne vengono colpite (Piemonte, Val d’Aosta, Lombardia) provoca spesso stanchezza, nervosismo, mal di testa, irritabilità e insonnia. Molteplici effetti negativi, insomma, a fronte di alcuni risvolti positivi, come il cielo terso che si ha nelle giornate con vento di Foehn.

Tra i “nemici” del nostro benessere c’è anche il Maestrale (“mistral”), vento asciutto ma freddo generato da correnti di aria polare o artica che irrompono nel Mediterraneo dalle coste della Provenza. I venti di Maestrale soffiano, irruenti, soprattutto su Corsica e Sardegna, per una durata che va dalle 24 ore fino a 4-5 giorni di seguito. Questi lunghi periodi ventosi determinano spesso tempeste con violente mareggiate sulle coste della Sardegna, ma anche su quelle della Calabria e della Sicilia. La “sindrome da Maestrale”, dovuta proprio a questo vento che molti definiscono “pazzo”, colpisce con cefalea, insonnia, agitazione non soltanto gli adulti ma anche i bambini piccolissimi.

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Il legame tra eventi meteorologici e mal di testa viene studiato da secoli: già nel Settecento si avevano studi in proposito. Ma è nel 1981 che due ricercatori canadesi, Nursall e Philips, hanno dimostrato la scientificità di questo legame. In particolare, i due scienziati sono giunti alla conclusione che le condizioni più favorevoli alla nostra salute sono il tempo bello e stabile con un tasso medio di umidità e una temperatura compresa tra 15 e 25°C. Al contrario, le condizioni più svantaggiose per la nostra salute sono quelle che vedono un aumento della nuvolosità, venti sostenuti, caldo e umidità nei bassi strati, calo di pressione atmosferica: insomma, la situazione che si verifica nel corso del passaggio di un fronte caldo o dell’avvicinamento di un fronte freddo. In questo caso, gli episodi di cefalea sono all’ordine del giorno.

È interessante notare come il maggior rischio di mal di testa si verifica, mediamente, uno o due giorni prima dell’arrivo di una perturbazione. Sempre dal punto di vista delle cefalee, la stagione peggiore è l’autunno, proprio a causa dell’accentuata variabilità delle condizioni meteorologiche che mette in continua prova la nostra resistenza psico-fisica. Prepariamoci dunque, e non lasciamoci scoraggiare se, arrivando l’autunno, il nostro fisico comincia a risentirne.

Anna Maria

 

 

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