Creme solari, le novità 2018

Se siete passati al supermercato o in farmacia, negli ultimi giorni, avrete visto sicuramente sullo scaffale tantissime nuove creme solari: i nemici della pelle, i raggi UV, quest’anno hanno vita difficile! Le novità più evidenti sono che le creme solari in vendita in questi mesi sono state differenziate per consistenza e, quindi, modalità di applicazione, ma anche per rispondere alle esigenze di ogni tipo di pelle. Se una volta esisteva una sola crema solare, un pastone bianco e unto che restava lì, intatto come lo stucco anche dopo un bagno tra le onde, oggi le creme solari in commercio sono più cool, leggere e comode e pensate per essere ultra specifiche.

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I raggi UV sono la parte più piccola dell’energia in arrivo dal Sole ma è la componente solare più dannosa. Come ben sappiamo, i raggi UV cadono in una banda dello spettro elettromagnetico con lunghezza d’onda compresa tra 100 e 400 nanometri. I più penetranti, e quindi i più pericolosi per gli esseri viventi, sono quelli con lunghezza d’onda più corta, ossia gli UVA (400-315 nanometri), UVB (315-280 nanometri) e UVC (280-100 nanometri). Il momento peggiore per prendere il sole senza crema? Beh, neanche a dirvelo è tra le 11.00 e le 13.00: in queste due ore arriva un terzo dei raggi UV della giornata.

Occhio: la crema solare è indispensabile non solo al mare, ma anche in montagna! I raggi UV sono più “potenti” in montagna perché c’è meno atmosfera sulla nostra testa. Pensate che in montagna la radiazione UV “scotta” 3 volte di più che in pianura, infatti, con una sola settimana in montagna (a circa 2000 metri) si riceve la quantità di raggi UV che normalmente arriva in 3 mesi al mare! Incredibile vero?
Oltre a questo bisogna contare i raggi UV riflessi: al mare la radiazione riflessa sull’acqua è inferiore al 7% e quella riflessa dalla sabbia si aggira intorno al 25%, mentre in montagna, se ci spingiamo sui ghiacciai, il mano nevoso riflette l’80% dei raggi UV.

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Quindi che crema solare scegliere per le vacanze? Considerando il proprio fototipo, bisogna scegliere l’SFP più adatto. (Scopri qui il tuo fototipo). Ma i solari non sono più solo creme: esistono spray, gel, acqua, oli e mousse. Per la vacanza in montagna, secondo me, la classica crema solare va più che bene: protegge dagli UV ma idrata anche la pelle. Al mare, invece, forse sono più indicati gli spray e magari i solari con formule nuove come in gel o acquosi. Perché? Beh si asciugano subito, sono più veloci e facili da applicare e – soprattutto – non creano quel classico pastone misto ai granelli di sabbia. Un fastidio solo all’idea!
Altri vantaggi rispetto alle creme? Le acque solari sono perfette anche per abbassare la temperatura corporea – un plus sotto il solleone – e non lasciano la pelle unta.

Oltre alla formula, però, le creme solari oggi rispondono anche a esigenze specifiche della pelle. Ne sono state studiate alcune per evitare le macchie solari, quindi perfette per le persone soggette a iperpigmentazione della pelle, che proteggono non solo dagli UV ma anche dalla luce visibile, regolarizzando la produzione di melanina. Altri solari, invece, sono stati formulati con un occhio all’acne, quindi con dei principi attivi che regolano la produzione di sebo e ne contrastano l’ossidazione.

Insomma, oggi non ci sono scuse per non mettere la crema solare, la scelta è talmente ampia e con opzioni ultra specifiche, che basta solo curiosare un po’ e provare quella che più ci piace e che meglio si addice alla nostra pelle.

Silvia Turci

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