L’atmosfera è una “culla” di cariche elettriche libere, elettroni e ioni. Viviamo, in effetti, in un vasto campo elettrico, di solito senza esserne pienamente consapevoli. In particolare, nell’atmosfera sono presenti elettroni (cariche elettriche negative) e ioni (cariche elettriche sia positive che negative). Cariche elettriche la cui presenza è determinata, soprattutto, dalla radioattività presente al suolo, dal vento, dai temporali e dai raggi cosmici provenienti dal Sole o dalle stelle più vicine alla Terra.

Il meteorologo Rino Cutuli ci ha spiegato che “in condizioni normali la presenza di ioni positivi e negativi nella bassa atmosfera si equilibrano. In condizioni particolari, però, tale equilibrio subisce notevoli modifiche: basti pensare che la presenza di ioni positivi può addirittura triplicare. È il caso, per esempio, delle giornate caratterizzate dalla presenza di forti e caldi venti di Föhn. Di solito – prosegue l’esperto- questi venti si formano sul versante sottovento di una catena montuosa. Talvolta, però, si può anche ritrovare il Föhn sulla Pianura Padana occidentale, in Piemonte e Lombardia, ai piedi delle Alpi”. Lo sappiamo per esperienza: durante queste giornate il cielo è limpido e l’aria tersa. Molti di noi, proprio a causa del mutato grado di elettrizzazione dell’aria, iniziano a sentirsi stanchi, nervosi, se non addirittura depressi.

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Il cambiamento nell’equilibrio tra ioni positivi e ioni negativi presenti nell’aria può essere però determinato anche da cause artificiali. Pensiamo, in particolare, ai condizionatori d’aria. Negli ambienti con aria condizionata la concentrazione di ioni positivi è decisamente superiore al normale: ecco perché diventa così utile possedere uno ionizzatore, ossia un apparecchio in grado di generare ioni negativi che, immessi nell’aria, vanno ad equilibrare la forte presenza di ioni positivi. Vi sono poi cause legate al fattore geografico.

“La presenza di cariche elettriche in atmosfera varia
in base al fattore geografico, stagionale e ambientale.
Le condizioni peggiori? Nelle città inquinate e nebbiose”

 

“Generalmente, in montagna si registra una maggior concentrazione di ioni negativi – dice il meteorologo -. Lo stesso dicasi per le zone collinari o per particolari luoghi come i boschi di conifere piuttosto che le cascate. Dal punto di vista stagionale, i periodi più favorevoli alle concentrazioni di ioni negativi sono l’autunno e l’inverno. Ecco perché, per esempio, combinando insieme questi fattori spaziali e temporali si creano le condizioni ottimali per il nostro fisico (in tali situazioni, per esempio, la pelle cicatrizza molto più velocemente)”.

La situazione opposta la si registra nelle grandi città dove, oltre al fattore geografico, un peso determinante è giocato dall’inquinamento, oltre che dalla massiccia presenza di impianti sia di condizionamento che di riscaldamento. Si pensi che, all’interno degli agglomerati urbani, gli ioni positivi possono essere presenti in una quantità di ben quattro volte superiore a quella degli ioni negativi. A questo si aggiunga il fatto che i pochi ioni negativi restanti tendono a rimanere “imbrigliati” nelle particelle di polvere, nei tappeti e nelle moquette. “In particolare – conclude l’esperto – le forze elettriche diventano 2-3 volte più intense rispetto alla norma nelle zone più colpite da inquinamento. La concentrazione di ioni aumenta generalmente anche con l’altezza, raggiungendo il livello massimo intorno a 12 km: a questa altezza la radiazione cosmica fornisce il massimo contributo alla ionizzazione. Da sottolineare, poi, come la presenza di nebbia amplifica fino a 10-20 volte le forze elettriche: ecco perché le persone più sensibili, con la nebbia, si sentono più demoralizzate e tristi”.
Compreso tutto questo, il volto più “nascosto” dell’atmosfera, quello legato alle cariche elettriche, ci diventerà sicuramente molto più familiare, e sapremo regolarci di conseguenza.

 

Anna Maria

 

 

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