Durante i mesi più caldi non c’è di peggio che indossare abbigliamento realizzato con tessuti sintetici. L’unica alternativa per non subire ancora di più il caldo è scegliere capi fatti con tessuti anti-caldo, tessuti naturali. Magliette, pantaloni e gonne realizzate con tessuti sintetici, anche se li scegliamo corti e leggeri al tatto possono farci sudare molto. Al contrario, capita che indossando maglie più lunghe e al tatto più “pesanti” la nostra pelle resti più fresca e asciutta. Come mai? Questo è l’effetto delle fibre del tessuto che, a seconda della loro natura, possono soffocare o lasciare respirare la pelle.

I tessuti anti-caldo sono quelli di origine naturale. Restiamo lontane da tessuti acrilici, spesso usati in capi d’abbigliamento a basso costo, ma anche il poliammide, il poliestere, il polietilene, la viscosa.
Queste fibre sintetiche impediscono la naturale traspirazione della pelle e conseguente ristagno dell’ umidità che potrebbe provocare non solo cattivi odori, ma diversi problemi alla pelle tra cui eczemi, infezioni, prurito, dermatiti. Insomma giriamo alla larga!

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I tessuti anti-caldo, invece, sono il cotone (meglio sceglierlo di qualità), ma anche il lino, canapa e soia (questa è difficile da trovare, ma esiste). Anche il denim funziona bene perché realizzato in cotone, ma anche in questo caso, meglio controllare bene la qualità del tessuto. La seta, invece, nonostante sia naturale, non si presta bene per l’estate: la scivolosissima e pregiatissima seta, infatti, tende a scaldare.

C’è cotone e cotone. Spesso la coltivazione del cotone comporta l’uso di grandi quantità di pesticidi chimici e fertilizzanti. Nel 2014 lo studio Life Cicle Assessment, in italiano lo studio del ciclo di vita di un prodotto, ha confrontato i dati relativi alla produzione di cotone biologico con quelli relativi alla produzione di cotone convenzionale. Coltivando cotone bio si riduce l’impatto ambientale con una riduzione del 91% del consumo di acqua, una riduzione del 62% dei consumi di energia primaria, una riduzione del 26% dell’eutrofizzazione (ossia l’accumulo di pesticidi nelle acque circostanti) e una riduzione del 70% delle emissioni che causano l’acidificazione.


Per questo se possiamo scegliere, meglio controllare meglio e assicurarsi che sull’etichetta sia specificato che si tratta di un cotone biologico, quindi coltivato senza l’uso di sostanze nocive per l’ambiente. Il cotone bio oggi è solo lo 0,1% del totale coltivato nel mondo, ma ci auguriamo che aumenti.

Poi, per chi il caldo lo soffre proprio – come me – oltre a fare caso ai tessuti, possiamo optare per maglie, pantaloni e gonne ampie, morbide e leggere in modo da lasciar respirare la pelle durante quelle insopportabili giornate calde e afose. L’attillato o il corto non aiutano contro il caldo: meglio scegliere qualcosa di svolazzante e ampio per sconfiggere il caldo!

 

Silvia Turci

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