L'accessorio del futuro saranno le branchie? Amphibio, il vestito branchia progettato dal designer Jun Kamei del Royal College of Art di Londra risponde al pericolo dell'innalzamento del livello del mare

È già evidente come i cambiamenti climatici stiano cambiando il mondo in cui viviamo e tra le conseguenze del riscaldamento globale c’è l’innalzamento del livello del mare. Una minaccia terribile, che riguarda da vicino anche il nostro Paese: se non si interviene per tempo, l’aspetto morfologico dell’Italia subirà cambiamenti radicali, migliaia di chilometri quadrati di costa andranno persi e anche molti centri abitati sono in serio pericolo.

Pensando alla visione distopica di un mondo allagato, in cui gli esseri umani potrebbero essere costretti a respirare anche sott’acqua, il designer Jun Kamei del Royal College of Art ha progettato Amphibio, un curioso capo di abbigliamento in grado di funzionare un po’ come le branchie dei pesci.

L'accessorio del futuro saranno le branchie? Amphibio, il vestito branchia progettato dal designer Jun Kamei del Royal College of Art di Londra risponde al pericolo dell'innalzamento del livello del mare

Design: Jun Kamei; photography: Mikito Tateisi; model: Jessica Wang

 

Design by Jun Kamei, Photography by Mikito Tateisi, Model: Jessica Wang

Questo accessorio, stampato in 3D, è realizzato con uno speciale materiale idrofobico e microporoso ed è costituito da due parti. La prima è quella che rappresenta proprio una sorta di branchia indossabile, quella che vediamo sulle spalle della modella, in grado di estrarre l’ossigeno dall’acqua trattenendolo al proprio interno. La seconda è la mascherina che, collegata alle “branchie” con un tubo, permette a chi la indossa di respirare facendo arrivare l’ossigeno e rigettando nel mare l’anidride carbonica emessa espirando.

 

Oggi non può garantire del tutto una normale respirazione subacquea ma, in un futuro meno pessimistico e più vicino, Amphibio potrebbe porsi come un nuovo strumento a disposizione degli amanti di snorkeling e immersioni.

 

 

Valeria Capettini

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