Pista ciclabile

Con queste belle giornate di primavera cresce la voglia di fare sport e gite fuori porta! E cosa c’è di meglio di un bel giro in bicicletta per regalarsi una giornata in mezzo alla natura?

Per chi abita in zona Milano ci sono diverse piste ciclabili tra cui scegliere: vi porto a scoprire insieme a me le tre che preferisco!

 

Ciclabile Milano-Pavia: lunghezza 33 km

Pista Ciclabile Milano

Itinerario totalmente pianeggiante, indicato per le gite famigliari con l’eccezione dei mesi estivi in cui la combinazione tra umidità e alte temperature, soprattutto nelle ore centrali della giornata, può determinare condizioni climatiche troppo afose. Il livello di difficoltà è facile con il suo fondo stradale prevalente asfaltato. La pista ciclabile segue il corso del Naviglio Pavese, le cui acque però non possono offrire alcun refrigerio. Si parte dalla darsena, a pochi passi dal centro città. Nel giro di pochi km la frenesia e il traffico del centro cittadino sono già alle spalle; lungo l’Alzaia del Naviglio Pavese ci si trova a pedalare sul lato opposto a quello delle automobili e la sensazione di essere già lontani dal caos cittadino è palpabile. La pista è tutta in discesa (la pendenza è la stessa che fa scorrere l’acqua da Milano verso Pavia) e si trovano soltanto brevi tratti di sterrato compatto su cui comunque si può procedere con qualunque tipo di bicicletta (bisogna fare solo un po’ di attenzione con la bici da corsa). Superata la Chiesa Rossa e la Conca Fallata, la chiusa più importante con i suoi quasi 5 metri di “salto”, si pedala attraverso il Parco agricolo Milano Sud. A Badile, frazione di Zibido San Giacomo, si attraversa il naviglio per passare sulla sponda sinistra e imboccare la nuova pista ciclabile che raggiunge la Certosa di Pavia. A Binasco, che segna la metà del percorso, bisogna fare attenzione al sottopassaggio ad angolo retto nelle vicinanza di una rotonda. Questo è uno dei tratti più belli di tutto il percorso, con fossi e lunghi filari di alberi a indicare la via fin quasi all’orizzonte. Gli aironi che si possono vedere in lontananza indicano che sono in arrivo le prime risaie, coltivazione tipica della campagna pavese. A 6 km da Pavia si trova Giussago e, poco più avanti, la monumentale Certosa di Pavia che comprende il monastero e il Santuario della Beata Vergine Maria Madre, opere volute da Gian Galeazzo Visconti nel 1393 per celebrare la ricchezza della nobiltà milanese. Ancora qualche colpo di pedale e si arriva Pavia. La pista ciclabile non punta verso il centro della città ma ci conduce in un affascinante tour lungo le antiche mura. Un percorso suggestivo che, dopo il castello Visconteo, culmina nello spettacolo che vede le acque del naviglio confondersi con quelle del Ticino.


Ciclabile Milano-Trezzo sull’Adda: lunghezza 35 km

Pista Ciclabile MilanoQuando il traffico viaggiava sull’acqua, molte delle merci destinate a Milano transitavano da qui. Il fascino di questi tempi lontani lo si può ancora gustare proprio con la bicicletta, pedalando lungo i margini del Naviglio che, dal centro città, conduce fino all’Adda. Si parte da via Melchiorre Gioia (ma volendo c’è anche un collegamento ciclabile dalla Stazione di Porta Garibaldi) e dopo appena qualche colpo di pedale ci si ritrova immersi in uno scenario urbano dal “volto umano”, con i giardini delle ville di viale Padova a pochi centimetri dalla riva del Naviglio. Dopo 10 km di viaggio si raggiunge Cernusco sul Naviglio: qui la pista sfila proprio a fianco di alcune ville nobiliari risalenti al XVII e XVIII secolo.

Una delle più importanti è Villa Alari Visconti, progettata da Giovanni Ruggeri ed edificata nel primo ventennio del Settecento. L’itinerario è ben segnalato (i cartelli da seguire sono quelli della ciclovia 6 della Provincia di Milano) e non presenta difficoltà di alcun genere. Si pedala sempre in senso inverso rispetto alla corrente del Naviglio e si raggiunge Gorgonzola, a metà del percorso e poi Bellinzago, piccolo centro a vocazione rurale che fa sembrare Milano molto più lontana dei 20 km già percorsi. È qui che il naviglio piega a sud-est per avvicinare l’Adda dandoci una bella panoramica sulle ville di Inzago. Sulla ciclabile si trova la grande ruota mossa dall’acqua del Naviglio, all’altezza di Groppello: la leggenda vuole che sia stata progettata da Leonardo Da Vinci in persona. Prima di arrivare a Trezzo sull’Adda, dall’altra parte del Naviglio rispetto alla pista, si può avvistare il sito dell’ex cotonificio Crespi e del villaggio operaio che l’Unesco ha decretato patrimonio mondiale dell’umanità.


Ciclabile del Naviglio Grande: collega Milano ad Abbiategrasso. Lunghezza 20,2 km.

La pista ciclabile del Naviglio Grande è da tempo una meta ideale per una pedalata domenicale. Il percorso inizia dalla Darsena di Milano, vicino la stazione ferroviaria di Porta Genova mantenendo il Naviglio a sinistra; è interamente in pianura e adatto anche a ciclisti dilettanti. Lasciata la Stazione si passano alcuni locali, una chiesa in cotto e la scuola Canottieri Olona. In questo tratto bisogna prestare attenzione perché la pista non è sempre dotata di parapetto e non è ad uso esclusivo delle bici: è facile incontrare corridori, pedoni e biciclette nella direzione opposta. Si supera Corsico dove il Naviglio scorre tranquillo per arrivare a Trezzano sul Naviglio da cui inizia la pista ciclabile vera e propria parallela alla tangenziale. Presso la Casa dell’acqua (istituita dal Comune di Trezzano nel 2007), si trova una fontanella pubblica provvista di rubinetti con acqua gassata, refrigerata e semplice. Diventa questa una sosta fondamentale per riempirsi le borracce. Si continua poi verso il limitare del parco sud e finalmente allontanandosi dalla città il paesaggio è più gradevole. Si passa per Gaggiano, con la chiesa di Sant’Invenzio in stile barocco. E attraversato un ponte, la ciclabile prosegue lungo il lato sinistro del Naviglio. Dopo 2 km sulla sinistra si trova una fattoria e un’area ideale per uno spuntino. Arrivati ad Abbiategrasso si scende a sud verso la prima conca del canale di Bereguardo. La ciclabile passa lungo il canale tra campi coltivati: qui il percorso è assolato e per molti km lontano da centri abitati. Si pedala fino ad un’imponente chiusa e poco oltre si lascia la sponda e si svolta a destra seguendo l’indicazione per l’abbazia di Morimondo, per giungere a destinazione.

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Stefania Andriola

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